Trombone

ricerche di Mario Polverini

Trombone

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Moderno trombone tenor-basso (Sib con ritorta in Fa)
Il trombone è uno strumento musicale della classe degli aerofoni, sottoclasse ottoni. Nella versione moderna e più comune è noto come trombone a tiro o trombone a coulisse, ed è caratterizzato da una pompa mobile (“coulisse” o “tiro”) a forma di U che unisce due tubi paralleli ed è in questo modo allungabile modificando il percorso dell’aria e l’intonazione dell’armonico di base.
Esiste anche il trombone a pistoni che è strutturato sul medesimo principio della tromba. Il musicista che suona il trombone è chiamato trombonista.
Il trombone fu il primo tra gli ottoni a disporre degli armonici nelle sette posizioni degli attuali strumenti a pistoni, e di conseguenza della scala cromatica, grazie alla coulisse, per cui veniva in origine considerato il più perfetto degli strumenti a bocchino.
Breve storia del trombone
Le prime notizie del trombone risalgono alla seconda metà del XV secolo quando venne raffigurato nel dipinto di Filippo Lippi “L’assunzione della vergine” (affreschi in Santa Maria sopra Minerva a Roma), ed anche in un’opera del Perugino conservato all’Escorial vicino a Madrid.
Allora lo strumento aveva già l’aspetto del trombone moderno, ma la conicità dei canneggi era meno accentuata e la campana era molto piccola rispetto allo strumento moderno, e con una svasatura quasi assente. L’intonazione di base del trombone era il La, ed i principali artigiani costruttori dello strumento si trovavano nelle Fiandre e a Norimberga.
All’inizio del XVII secolo Michael Praetorius illustrò ed elencò, nel suo Syntagma musicum, quattro versioni del trombone: “Alt Posaune” (simile al trombone alto), “Cemeine Posaune” (il moderno tenore), “Quart” e “Quint-Posaunen” (intonati una quarta e una quinta sotto il tenore), e “Octav Posaune” (simile al trombone basso, intonato una ottava sotto il tenore).
Nel 1607 l’orchestra dell’L’Orfeo di Claudio Monteverdi comprendeva cinque tromboni dal differente registro (primo utilizzo “ufficiale” del trombone).
Il trombone si sviluppò nel tempo, essendo utilizzato principalmente in piccoli gruppi e nella musica sacra e non divenne parte integrante dell’orchestra sinfonica fino al XVIII secolo, quando fu adottato da Christoph Willibald Gluck (Ifigenia in Tauride), Francois Joseph Gossec e anche Wolfgang Amadeus Mozart (nei raddoppi del coro di tutte le sue messe, nel Don Giovanni o addirittura in solo nel “Tuba mirum” del suo Requiem, nel Flauto magico e in altre composizioni).
Successivamente lo strumento suscitò l’attenzione di Beethoven, che lo introdusse nella quinta, sesta e nona sinfonia e scrisse tre affascinanti equali per quattro tromboni soli, e di Schubert, che lo introdusse nelle sue ultime due sinfonie.
In questo periodo e fino alla prima metà del XIX secolo, il trombone fu usato molto dalle bande militari tedesche: questo contribuì a modificarne l’intonazione di base da La a Sib, allargarne il canneggio, e ad introdurre la ritorta per abbassare l’intonazione in Fa.
Il trombone moderno era oramai sviluppato e diffuso, tanto da essere molto utilizzato da Johannes Brahms, Richard Strauss e Richard Wagner.
I compositori avevano a disposizione uno strumento completo e versatile al punto che Hector Berlioz affermò fra l’altro che lo strumento era capace di esprimere un ampio spettro di suggestioni sonore, dal “calmo e posato accento religioso” al “clamore selvaggio dell’orgia”.
Nel seguito del XIX secolo i compositori lo utilizzarono in maniera più stereotipata, come rinforzo di voci basse e armonie di insieme, anche se autori come Ludwig van Beethoven, Carl Maria von Weber e Gioachino Rossini lo tennero in buona considerazione. Solo con l’avvento della musica da ballo e lo swing nel XX secolo il trombone ha avuto di nuovo spazio negli arrangiamenti e nei soli.
In questo periodo un forte stimolo allo sviluppo della tecnica e delle potenzialità espressive dello strumento fu dato da musicisti jazz come ad esempio Tommy Dorsey.
Attualmente il trombone è utilizzato nei più vari generi musicali, dalla musica classica, al jazz, dalla salsa allo ska, dal funk alla musica militare.
Tipi di trombone
Esistono vari tipi di trombone che si differenziano per la nota dell’armonico di base, il timbro (il quale può essere modificato anche dalla differente laccatura della campana e del resto delle parti del trombone), l’estensione e la presenza di una o più ritorte per il trasporto e la modifica della tonalità.
Trombone contralto
Raro, ma ultimamente sempre piu utilizzato, soprattutto nella musica classica. Il trombone contralto è tagliato una quarta sopra il trombone tenore (il padre della famiglia rispetto al quale si fanno i rapporti): è in Mib. In passato era comune anche il contralto in fa (vedi tromboni antichi). Alcune ditte producono contralti con una ritorta in Sib (se azionata porta praticamente lo strumento in sesta posizione) che rende piu agevoli alcuni passaggi nelle posizioni basse e aiuta l’intonazione della settima posizione, essendo quella presa solo con la coulisse sempre leggermente crescente. La ritorta aiuta anche l’esecuzione dei trilli (prendendo una nota acuta in una posizione di ripiego con la ritorta sarà piu facile trillare, in quanto gli armonici saranno piu vicini).
La Yamaha produce una versione particolare di ritorta detta “da trillo”, che serve solo per i trilli e cambia l’intonazione di mezzo tono soltanto.
Tutti i produttori tranne Selmer/Bach (terza posizione alla campana) costruiscono i tromboni contralti con la quarta posizione all’altezza della campana.
Trombone tenore
Il più comune, intonato in Sib una ottava sotto la tromba, generalmente senza ritorta, il diametro in millimetri del canneggio va dal 12,7 fino a 13,34

Trombone tenor-basso
Viene molto usato in orchestra, ha la ritorta trasportatrice in Fa, grazie alla quale può coprire un’ampia estensione di note, canneggio normalmente da 13,89.
La definizione tenor-basso è ormai obsoleta, nata assieme alla ritorta (la valvola addizionale in fa). Oramai col termine tenore si intende un trombone tenore in Sib oppure uno in Sib con ritorta in Fa, e taluni indicano come tenor-basso un trombone in Sib con una ritorta in Fa ma con canneggio largo da trombone basso.
Trombone basso
Utilizzato spesso in orchestra classica oppure in big band ha canneggio ampio da 14,3 e ha generalmente 2 ritorte (Alcuni trombonisti bassi utilizzano ancora vecchi modelli con la sola ritorta Fa, che differiscono dai simili tenori per la cameratura e la campana più ampie).
Ci sono due configurazioni possibili delle valvole: quella indipendente e quella dipendente.
•    Configurazione indipendente: vi sono due ritorte, una in Fa (praticamente azionandola si porta lo strumento in sesta posizione) e una in Solb (quinta posizione). Le due valvole possono essere azionate una alla volta oppure assieme, portando lo strumento in Re quindi avremo uno strumento in Sib/Solb/Fa/Re.
•    Configurazione dipendente: sempre con due ritorte, ma questa volta possiamo azionare la valvola in Fa da sola oppure azionando la seconda verrà aperta automaticamente anche la prima quindi avremo uno strumento che potrà passare in Sib/Fa/Re.
Trombone contrabbasso

Il più grave della famiglia, molto raro, la caratteristica di questo strumento è quella di avere solo una ritorta e avere un doppio canneggio sulla coulisse. Nuovi modelli sviluppati da una nota ditta in collaborazione con il trombonista basso Van Dyke sono invece dei tromboni tenori ingigantiti.
Trombone a pistoni
Il trombone a pistoni è stato molto utilizzato nell’opera italiana e nella musica bandistica; è poi caduto in disuso per via del timbro che non regge il paragone col trombone a coulisse, e soprattutto a causa della non facile intonazione. Nonostante questo, grazie alla sua maggiore agilità, alcuni strumentisti (come ad esempio i jazzisti Juan Tizol e Bob Brookmeyer) lo hanno preferito al trombone a coulisse come proprio strumento di elezione, e ancora oggi sopravvive in molte bande del Sud Italia.
Altri tromboni
Oltre ai trombini menzionati esistono anche il trombone soprano (una specie di “tromba a coulisse”) e sopranino (o piccolo), caduti in disuso per la bassa qualità sonora e le grandi problematiche tecniche. Questi due strumenti erano (e sono tuttora) suonati in genere da trombettisti.
Tromboni antichi

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Una immagine di un sakbutt antico
Molto importante ricordare inoltre i tromboni antichi (tromboni rinascimentali, sackbut dal francese antico sacquer ovvero estrarre. Molto simili all’odierno trombone, furono utilizzati in gruppi strumentali o in sostituzione o rafforzo della voce. Esistevano principalmente 3 taglie di tromboni: kleine, mittel, quart, (che divennero successivamente Contralto, Tenore e Basso) e a quanto pare (archivi della Hofkapelle di Stoccarda, 1589) venivano costruiti dei tromboni in taglie diverse “da trasporto” che avevano denominazioni come “secondposaune”, “terzposaune”.
Al giorno d’oggi copie di strumenti antichi vengono molto utilizzate nei repertori che lo richiedono.
Armonico base indicativo degli strumenti antichi:
•    Contralto: Mib o Fa
•    Tenore: La
•    Basso: Mib, Re o Fa
Gli strumenti antichi generalmente avevano molte pompe addizionali per variare la nota base dello strumento.

Parti

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Un trombone smontato. Da sinistra a destra: bocchino, coulisse esterna, campana, culisse interna
Schema delle parti del trombone

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1.    pompa di intonazione
2.    bocchino
3.    campana
4.    appoggio in gomma
5.    valvola per l’acqua
6.    coulisse (o tiro)
7.    impugnatura della coulisse
8.    supporto esterno della coulisse
9.    vite di fissaggio della campana
•    Campana:
o    gialla, standard associata generalmente alla coulisse standard
o    rosa, con più rame nella lega, associata generalmente alla coulisse standard
o    rossa, campana ramata, coulisse leggera
o    argentata
•    Coulisse:
o    pesante (standard, gialla)
o    leggera (bianca, color metallo)
•    Ritorta:
o    standard (traditional)
o    haghmann
o    thayer
o    CL
•    Parti del bocchino:
o    appoggio
o    tazza
o    penna
Il trombone deve il suo timbro a tutta una serie di fattori. Il timbro è piu scuro per le campane rosse, che risultano anche piu facili da suonare. Il timbro è piu chiaro per le campane gialle. Il suono di un trombone dipende inoltre molto dal cannello della coulisse, ovvero il tubicino saldato all’inizio della coulisse, dove si incastra il bocchino. A seconda della forma il timbro e la facilità di emissione variano.
Estensione
L’estensione dello strumento dipende dalle conformazioni labiali del trombonista e dalla sua tecnica. In prima posizione la nota più bassa è il “pedale” Sib1, mentre allungando la coulisse in settima posizione si può ottenere un Mi1 (ovvero il Mi più basso suonabile con un pianoforte). Andando verso l’alto seguendo gli armonici naturali si possono ottenere note molto alte, come ad esempio il Reb5 in seconda posizione (nota toccata nell’assolo di trombone del Bolero di Ravel). La letteratura classica per trombone raramente supera tale estensione, anche se vi sono alcune eccezioni in qualche brano contemporaneo, come ad esempio il Fa5 toccato nella Sequenza V di Luciano Berio.
Nel jazz i limiti sono dati semplicemente dalle capacità degli strumentisti, alcuni dei quali riescono a suonare anche oltre il Sib6 (ad esempio Bill Watrous nel brano Floor Walk Up dell’album Manhattan Wildlife Refuge tocca un altissimo Mib6; scrivendolo in chiave di basso si avrebbero nove tagli in testa).
Un altro esempio nella letteratura jazz è in Such Sweet Thunder di Duke Ellington, in cui vi è un brano per trombone solo (Sonnet to Hank Cinq) dedicato al trombonista Britt Woodman, capace di suonare un Lab5.
La tecnica
Per tradizione il trombone non è uno strumento traspositore come ad esempio la tromba. I trombonisti leggono in chiave di basso, tenore e contralto in note reali, qualsiasi trombone stiano utilizzando.
Il trombone a tiro utilizza la coulisse per variare l’armonico di base dello strumento. Esistono sette posizioni che si equivalgono alle combinazioni dei tre pistoni di altri ottoni a pistoni. Le posizioni sono numerate per convenzione da 1 a 7, in proporzione all’estensione della coulisse (dove 1 è completamente ritratta e 7 completamente estesa).
Posizione coulisse    Posizione pistoni    Armonico fondamentale
1    “a vuoto”    Sib
2    2    La
3    1    Lab
4    12 o 3    Sol
5    23    Solb
6    13    Fa
7    123    Mi
Quando si utilizzano le ritorte e lo strumento cambia tonalità le posizioni semitonali lungo la coulisse si distanziano fra loro. Si hanno infatti solo sei posizioni con la ritorta di Fa abbassata e solamente cinque con la ritorta di Fa e di Solb abbassate assieme.
Le tecniche musicali utilizzabili sono le medesime di altri ottoni con in aggiunta la possibilità di effettuare il glissato ed il vibrato con la coulisse.
Nella musica contemporanea si possono trovare parti che richiedono strani effetti da realizzare con l’asportazione di alcune pompe o addirittura suonando solo con la coulisse.
Una gran varietà di sordine possono essere usate per variare il suono e spesso sono stati utilizzati (nel jazz e nello swing) anche oggetti di uso quotidiano per l’effetto wah-wah come cappelli o ventose.

 

Una Banda per tutte le occasioni