Flicorni

ricerche di Mario Polverini

Flicorni

Saxhorn

Banda militare con flicorni, 10th Veteran Reserve Corps, Washington (1865)

La famiglia dei flicorni raggruppa strumenti musicali aerofoni tutti appartenenti alla più grande famiglia degli ottoni; si tratta nel particolare di strumenti a timbro caldo e pastoso tipico degli ottoni con canneggio a forma conica.

Dei flicorni esistono due principali forme: i membri più piccoli e con registro più acuto hanno forma del tutto simile a quella della tromba, mentre quelli più ingombranti e di registro più grave hanno assetto verticale.


Storia e nomenclatura

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Giovane con flicorno

Flicorno soprano

 

Ancora oggi vi è molta confusione per quanto riguarda la nomenclatura di questi strumenti (prodotti in numerose e differenti fattezze) nelle varie lingue e varianti regionali. A dare una precisa forma allo strumento ed a realizzare una famiglia omogenea per timbro e tecnica fu Adolphe Sax, per cui il la famiglia dei flicorni in francese ed in altre lingue prende il nome di “saxhorn”. Adolphe Sax sviluppò questa classe di strumenti negli anni 1830, e presentò il brevettò a Parigi nel 1845. Fin da subito alcuni altri costruttori di strumenti musicali contestarono questa invenzione, e ancora oggi non vi è un giudizio unanime se considerare i “saxhorn” una vera e propria nuova classe di strumenti piuttosto che una estensione e sviluppo di strumenti già esistenti in precedenza come la cornetta ed i bassi tuba.

Il termine “flicorno” deriva dal tedesco Flügel (che significa “ala” o “fianco”, in senso militare). Questo strumento, analogo al flicorno soprano era probabilmente già esistente e basato su cornette di tipo militare. Per questo motivo in quasi tutte le lingue si intende per “flicorno” essenzialmente il flicorno soprano. In tedesco la classe dei flicorni viene denominata “Bügelhorn”.

La tabella seguente schematizza i tipi di flicorno a seconda delle descrizioni in differenti momenti storici riportate nelle orchestrazioni di Hector Berlioz e Cecil Forsyth, un catalogo di strumenti musicali di J. Howard Foote del 1893, ed i nomi moderni.

Foote [1] Berlioz [2] Forsyth [3] Nomenclatura moderna (Jachino) [4]
Sopranino in Do/Sib
Soprano in Mib Sopranino in Mib Sopranino/Soprano in Mib
Alto in Sib Soprano in Sib Soprano/Alto in Sib
Alto in Mib Tenore in Mib Alto in Mib Alto/Tenore in Mib
Tenore in Sib Baritono in Sib Tenore in Sib Tenore/Baritono in Sib
Baritono in Sib Basso in Sib Basso in Sib Baritono/Basso in Sib
Basso in Mib Contrabasso in Mib Basso in Mib Basso in Mib
Contrabbasso in Mib Contrabbasso in Sib Contrabbasso in Sib Contrabbasso in Sib
Contrabbasso in Mib basso
Bourdon in Sib

 

 

 Diffusione ed utilizzo

Eb_Alto_Horn     Baritone

         Flicorno contralto (genis)              Flicorno tenore

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Un Eufonio (noto come bombardino o flocorn baritono)

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                               Flicorni bassi in Fa

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Sousafono

I flicorni furono resi popolari dal Distin Quintet che li suon in tournée in Europa. I flicorni erano già molto diffusi nelle bande americane durante la Guerra di secessione: la possibilità di tenere lo strumento sulle spalle con una cinghia era molto comodo per le truppe in marcia.

Oggi i flicorni sono raramente utilizzati nell’orchestra classica (tranne i bassi tuba), ma sono piuttosto comuni nelle nelle bande, dove forma una famiglia omogenea dall’acuto al grave, permette (soprattutto nelle taglie più piccole) buon virtuosismo tecnico unito ad una grande potenza di suono e ad una relativa facilità di emissione del suono. Inoltre tutti i flicorni si suonano con la stessa diteggiatura e la stessa tecnica di base della tromba e quindi sono ugualmente facili da imparare (e da insegnare). Per la maggior parte sono strumenti traspositori, quindi nonostante abbiano diverse intonazioni (a parità di diteggiatura) le partiture ad essi destinate si leggono tutte alla stessa maniera, essendo scritte in chiave di violino con tonalità fittizie per le quali ad una certa nota scritta corrisponde sempre la stessa posizione sui pistoni dei diversi strumenti, pur corrispondendo ad entrambe una diversa nota realmente emessa. Per gli strumenti più gravi (baritono ed oltre) tuttavia, in particolare nelle orchestre, si usa anche la notazione in chiave di basso con note reali.

Esempi di opere contemporanee che fanno uso dei flicorni sono “Tubissimo” di Désiré Dondeyne (per basso tuba / flicorno e piano, 1983) e “Et exspecto resurrectionem mortuorum” di Olivier Messiaen (1984).

 

 

Tipi di flicorno

Tutti hanno in comune un timbro scuro e dolce, la meccanica a tre o più pistoni (o valvole rotative nei modelli più antichi) che permette un’estensione di più di due ottave. Nella loro tradizione esecutiva non viene normalmente utilizzata quasi mai la sordina. Dal più piccolo al più grande troviamo:

Flicorno sopranino

Il flicorno sopranino in Mib (in Italia detto spesso “flicornino”) è molto acuto, cui spesso venivano affidati i soli del soprano lirico nelle trascrizioni d’opera per banda ispirate alla scuola di Alessandro Vessella. Oggi è sempre più in disuso per la sua difficoltà e per la tendenza ad essere “invadente” nonostante il timbro scuro. Altri fattori lo rendono sempre meno indispensabile: il cambio di repertorio delle bande, il miglioramento tecnico ed acustico dei flauti e degli altri legni acuti, la sempre maggior estensione verso l’acuto delle trombe (dovuta al virtuosismo degli esecutori ed all’evoluzione della scuola e della tecnica dello strumento).

Flicorno soprano

Il flicorno soprano in Sib ha estensione e tecnica analoghe a quella della tromba ma con un suono molto più morbido. È lo strumento cantabile per eccellenza della famiglia, molto spesso usato dai trombettisti di jazz per creare atmosfere intime. Nelle fanfare propriamente dette, sostituisce in blocco i clarinetti soprani. Anche nelle trascrizioni per banda (dove i clarinetti sono ben rappresentati), al flicorno soprano vengono affidate spesso parti melodiche paragonabili a quelle dei clarinetti.

Flicorno contralto

Il flicorno contralto in Mib (in Italia detto spesso genis) ha estensione e timbro in qualche misura simili a quella del corno. Di uso prettamente bandistico, oggi disusato, costituiva l’ossatura ritmica della banda tradizionale col tipico accompagnamento in levare delle marce. Era costruito sia in assetto orizzontale (da tromba) sia verticale (da tuba). In realtà il flicorno contralto in Mib è come per molti strumenti bistrattrato in Italia ma molto usato all’estero, come ad esempio nelle “brass band” anglosassoni (con il nome di “tenor horn” o “alto horn”). Il flicorno contralto è citato dallo scrittore Umberto Eco con il nome di genis nel romanzo Il pendolo di Foucault: uno dei protagonisti, in gioventù, ambisce suonare la tromba nella banda per poter suonare in piedi la fanfara introduttiva di una marcia e fare così colpo su una certa ragazzina:

« Il parroco e maestro di banda, visto che il ragazzino aveva buon senso del ritmo, lo mette a suonare il poco appariscente genis che, col suo tipico ritmo in levare, viene definito il “cane da pastore” della banda, l’ossatura ritmica della marcia. Il protagonista continua parallelamente a studiare la tromba e questo doppio impegno viene premiato: gli succede infatti di dover sostituire un trombettista malato e di suonare l’agognata introduzione in piedi: peccato che in quell’occasione anche l’amata fosse assente. »
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Flicorno tenore ed Eufonio

Il flicorno tenore ed il flicorno baritono in Sib sono strumenti col canneggio di lunghezza identica, ma progressivamente più conici. Vengono costruiti sia in forma verticale (più squadrata, con la campana rivolta verso l’alto) sia in forma “ovale” (più tondeggiante, con la campana rivolta di lato). Tenore e baritono sono stati spesso confusi (nei paesi anglosassoni viene chiamato “baritone horn” il flicorno tenore, mentre il baritono a quattro pistioni viene chiamato euphonium). Il flicorno tenore (dal canneggio più sottile e maggiormente cilindrico, con solo tre pistoni) sale facilmente verso il registro acuto ed ha un suono più chiaro e squillante, simile al trombone tenore: per questo suonava spesso le melodie del tenore lirico nelle trascrizioni di arie d’opera. Oggi è disusato a favore del flicorno baritono. Il flicorno baritono, conosciuto in Italia anche col nome di Bombardino, è chiamato soprattutto con il nome Euphonium ed è uno strumento dal timbro scuro e dolce, ideale per linee cantabili nel registro medio-grave ma anche come strumento armonico e di accompagnamento. Scende molto facilmente verso il grave (è dotato di quattro pistoni) e gli si confanno parti da basso vocale comico oppure di accompagnamento, ma può anche essere suonato sul registro acuto analogamente al tenore. L’apparenza di un euphonium è simile a quella di un basso tuba e molte persone poco esperte lo chiamano erroneamente tuba. Le differenze più importanti stanno nel fatto che l’euphonium è un’ottava più alto rispetto al tuba ed è di dimensioni più piccole.

Bassi tuba

Il flicorno basso in Fa o Mib ed il flicorno contrabbasso in Sib o Do sono fondamentali per sostenere la linea del basso, sono gli strumenti più gravi della famiglia. Sono chiamati anche tube basse e contrabbasse, e possono avere anche quattro o cinque pistoni o cilindri (che aiutano molto l’intonazione oltre ad aumentare l’estensione verso il grave). La scoperta delle altre tube in Italia è dovuta molto al virtuoso statunitense Roger Bobo, che ha tenuto numerosi corsi in Italia. La tuba è stata utilizzata nelle orchestre a partire dal 1836, ha avuto una propria letteratura solistica (W. Williams, Jacobs, Lebedjef) ed è entrata a far parte delle formazioni di ottoni e jazz (in sostituzione del contrabbasso). Nella tradizione bandistica italiana è molto usata sia la tuba (flicorno basso) in Mib, sia la tuba (flicorno contrabbasso) in Sib. Esiste anche in una forma particolare da parata, caratterizzata da un’ampia campana diretta in avanti verso il pubblico. In questo caso prende il nome di sousafono (o susafono).

Una Banda per tutte le occasioni